Quando il Potere vuole controllare la Giustizia, la risposta è: NO!

Pubblicato il 09 March 2026

Quando il Potere vuole controllare la Giustizia, la risposta è: NO!

Con la riforma avremmo una giustizia a due velocità, indulgente con i potenti e spietata con i comuni cittadini. Votando NO difendiamo i principi della Costituzione e lavoriamo per correggere i veri difetti della Giustizia.

La sua approvazione non risolverebbe i problemi della giustizia, come la lentezza e l’inefficienza. Per risolverli, servono nuove assunzioni e ammodernamento delle strutture e degli strumenti digitali. La riforma invece punta solo a indebolire la magistratura.

La riforma aumenterebbe l’influenza della politica sulla Giustizia. Il governo che ha attaccato continuamente la magistratura, ora vuole stravolgerla. I suoi organi di autogoverno, condizionati dai politici, non la difenderebbero più dagli attacchi esterni e dopo i Pm finirebbero sotto le direttive del governo, così come funziona negli Stati dove c’è la separazione delle carriere.

I Pm separati dai giudici perderebbero imparzialità e diventerebbero avvocati dell’accusa, disinteressati a cercare le prove a discolpa degli indagati. Andremmo così verso il pericolosissimo modello americano in cui i cittadini senza santi in paradiso spesso sono condannati in partenza.

Passare da un Csm a due e creare l’Alta corte disciplinare costerebbe allo Stato circa 72 milioni in più l’anno, non per avere una giustizia più efficiente e a misura di cittadini ma per avere un potere giudiziario indebolito a vantaggio della casta.

Per questi motivi è d'obbligo votare NO al Referendum del 22 e 23 marzo!

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